showroom — 23/03/2017 at 2:56 pm

Milan_dmail_new format store_Migliore+Servetto Architects

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Migliore+Servetto Architects disegna un nuovo logo e un nuovo format store per Dmail

Un segno dinamico e vivace, capace di tradurre il senso di un brand giovane e curioso, si presenta così il nuovo logo disegnato da Migliore+Servetto Architects per dmail. Elemento generatore il cerchio che definisce i confini morbidi delle singole lettere, mentre un doppio puntino posto al di sopra dell’asta della lettera ”i” ne marca la sua unicità. Al livello cromatico, al nero e al bianco si associa la scelta di un brillante colore giallo, simbolo di luce e di energia.

La nuova immagine identitaria è declinata all’interno dei punti vendita in tutta la comunicazione. Qui l’elemento generatore del cerchio diventa il “bollo” che evidenzia e pone in risalto gli oggetti selezionati da Dmail, nella sua ricca attività di ricerca.

Caratterizzato dalla presenza del segno grafico riapre così a Milano lo store di via San Paolo che si presenta come progetto pilota del nuovo format di allestimento per tutti i successivi punti vendita. Un luogo di forte identità, contrassegnato da un vivace colore giallo, in dialogo con il bianco dei tubolari, delle lamiere piegate delle vasche espositive, e con le trasparenze delle reti metalliche. Il tutto all’interno di un involucro architettonico che, sotteso all’allestimento, si presenta come un contenitore omogeneo, definito a terra dalle tonalità calde del rovere in  continuità cromatica con le pareti e i soffitti.

Attentamente costruito intorno ad una ricca ed eterogena offerta di prodotti, l’allestimento è una sorta di “machine à montrer  versatile e flessibile, in grado di stare al passo con la vivacità e il costante rinnovamento di offerta del marchio.

Elemento fondamentale la luce, emanata direttamente dagli arredi, scandisce e incornicia la suddivisione dei prodotti: lineari barre luminose ritmano le vetrine e gli arredi murari, incorniciando poi aree focus con zoom su prodotti selezionati, mentre alti ring luminosi, svettanti dal piano, definiscono con la leggerezza del tubolare metallico le isole centrali. In stretta relazione con la luce, si sviluppa un sistema grafico intuitivo e informale strutturato in diversi livelli attraverso un insieme di icone e parole chiave che, supportate dalla nitida freschezza del giallo, guidano l’informazione e l’esperienza d’acquisto. Grazie ad una puntuale grafica informativa, il visitatore può quindi orientarsi tra le varie categorie di prodotto e approfondire la conoscenza degli oggetti anche attraverso interfacce tecnologiche di racconto e documentazione.

Interno ed esterno del negozio, infine, sono pensati per costruire uno stretto dialogo tra le parti, grazie all’estrema permeabilità delle vetrine, dove una struttura molto libera a tutta altezza, insieme alla mirata presenza della grafica per una chiave di lettura immediata sui contenuti, offre al visitatore un ampio sguardo sull’interno.

Uno spazio di racconto e comunicazione, dove la luce e il segno grafico aprono a scorci e prospettive di esplorazione. Un nuovo luogo di appuntamento con la curiosità e l’innovazione.

Ico Migliore e Mara Servetto, Migliore+Servetto Architects, realizzano progetti caratterizzati da un uso espressivo della luce e delle nuove tecnologie. Hanno vinto premi e riconoscimenti internazionali tra cui il XXI (2008) e il XXIII (2014) Compasso d’Oro ADI. Tra i progetti recenti: i nuovi store Mondadori in Italia, il concept store “Experience Space” per Bticino, lo store di Luceplan a Milano, diversi temporary stores per Max Mara in Giappone e in Cina, lo “Chopin Museum” a Varsavia, “Leonardiana. Un museo nuovo” nel Castello di Vigevano e la mostra “B&B Italia / The perfect density” alla Triennale di Milano. Sono ‘creative advisor’ per il nuovo “Museo Egizio” di Torino, per cui hanno progettato il logo, la grafica espositiva e gli allestimenti speciali. Nel 2014 hanno vinto, insieme a Italo Lupi, il concorso per il nuovo “Museo del design / ADI Collezione Compasso d’Oro ” a Milano. Entrambi insegnano al Politecnico di Milano e sono visiting professor in Giappone.

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