architettura — 07/11/2017 at 6:49 pm

Chasa Plazetta: il fascino di un’architettura dell’Engadina incontra..

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CHASA PLAZETTA

Una casa dell’Engadina, a Ardez, ristrutturata da Duri Vital e rinnovata nel 2012 con una conservazione esemplare dell’architettura originale del 1642, viene arredata con i sistemi di arredamento USM Haller: lo stile industriale di questi ultimi gioca in contrasto con l’ambiente rustico, mentre le tonalità scelte dialogano armoniosamente con il calore delle travi a vista.

Chaza Plazetta è una casa unica nel suo genere: l’architettura convoglia le diverse strutture interne di una fattoria che un tempo erano tra loro slegate, conglobando non solo cucina e camere, granaio, stalle e fienile, ma anche pergola e corte. Questi antichi elementi esterni, circondati da muri in pietra, pur conservando la loro funzione originale fungono anche da passaggi interni che conducono verso gli ingressi delle parti un tempo adibite al lavoro, anch’esse integrate alla struttura.

I passaggi sono stati collegati con gli spazi esterni attraverso un’apertura nel muro del fienile, che ha al tempo stesso contribuito alla luminosità degli ambienti. Anche le pareti del fienile presentano delle aperture che favoriscono il passaggio della luce diurna, diventando al tempo stesso suggestive cornici del panorama.

Al piano superiore la luminosità è assicurata dal pavimento bianco in resina epossidica, soluzione progettuale che gioca in contrasto con gli elementi storici dell’edificio. L’architetto ha optato per un continuo dialogo tra passato e presente, scegliendo ad esempio di conservare il tavolato originale in legno nel Sulèr, che un tempo permetteva l’accesso al fienile e in cui l’usura del legno è ben visibile, ricoprendolo con una passerella in tavole di abete. Anche le parti della cucina macchiate di nero dal fumo sono state conservate, in contrasto con il piano di lavoro in acciaio inossidabile e la superficie bianca dei mobili integrati.

In linea con il progetto architettonico dell’architetto Vital i proprietari hanno scelto di unire ad arredi storici pezzi contemporanei: il buffet della sala da pranzo, venduto 70 anni fa al museo dell’Engadina di Scuol, ha ritrovato la sua collocazione originale, insieme ad alcune sedie “Stabellen”, sedute con schienale scolpito e intagliato che, a partire dal XVI secolo, hanno detronizzato il classico sgabello.

Il design moderno è rappresentato dalle sedute di Le Corbusiers (poltrona LC2 e sedia LC1), dalle lampade di Ingo Maurer (lampada da tavolo Birdie’s Busch), da Poul Henningsen (lampada PH5) e dai sistemi di arredamento modulare USM Haller, ancora una volta arredi perfetti per rispondere non solo a esigenze funzionali, ma anche stilistiche, confermando la loro versatilità e flessibilità.

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